La Medicina cinese nell’Europa del settecento: l’opera di Jhon Floyer (1715) e la sua attualità
















Dott. Massimo Pasquale Cogliandro
Medico Chirurgo
1. Un incontro fra Culture
Nel corso del XVII° secolo, soprattutto grazie all’arrivo dei Gesuiti in Cina, il mondo culturale europeo è entrato in contatto diretto con la Cultura Cinese. Già Padre Matteo Ricci, a cavallo tra il XVI° e il XVII° secolo, era riuscito a trovare dei campi di convergenza con la Cultura Cinese, in particolare con quella Confuciana. Padre Ricci trovava infatti di notevole interesse la concezione Confuciana di Dio, ritenuta non molto distante dalla concezione Cristiana di Dio:“Colui che è chiamato Signore del Cielo, nel mio modesto paese, è colui che è detto Shang di in Cina”1Di seguito Matteo Ricci precisa:
“Il Nostro Signore del Cielo è il Sovrano dall’Alto menzionato nei testi canonici: citando Confucio, la Dottrina del Mezzo dice: Le cerimonie di sacrificio al Cielo ed alla Terra intendono prestare culto al Signore dall’Alto”2La precisazione delle affinità tra la teologia naturale confuciana e quella cristiana è ritenuta indispensabile da Matteo Ricci per avviare un dialogo proficuo tra cultura cinese e cultura occidentale:
“Il fatto che il Sovrano dall’Alto abbia la sua dimora, rende chiaro che chi parla non si stia riferendo al cielo fisico. Quindi, avendo sfogliato un gran numero di testi antichi, è abbastanza chiaro per me che il Sovrano dall’Alto e il Signore del Cielo siano differenti solo nel nome”3.Il secondo aspetto della Cultura Cinese che ha attirato l’attenzione di Padre Ricci è stata la concezione tradizionale cinese delle tre anime Hun, che secondo Padre Ricci altro non erano se non le funzioni vegetativa, sensitiva e intellettiva dell’anima di cui parla Aristotele nel De anima, interpretazione peraltro considerata legittima dai filosofi confuciani del tempo:
“La suprema tra le anime è detta intellettiva (ling hun). Questa è l’anima dell’uomo, che include l’anima vegetativa (sheng hun) e sensitiva (jue hun)”4.La questione dell’anima nella cultura antica era centrale anche per la scienza medica, perché essa era considerata il Primum Movens del Corpo Umano e della Fisiologia degli Umori:
“Galeno asserisce […] che nel Ventricolo sinistro fussero fatti gli Spiriti animali, e quinci distribuiti per l’Aorta; Questo Spirito vitale fù chiamato il calido innato; ed Ippocrate lo crede l’anima d’una Natura simile alla luce, prodotto dall’Aria, e dalle sottili, e pure particelle del Sangue”5.Il riconoscimento della identità della concezione dell’anima nella cultura greca e nella cultura cinese affermata dai gesuiti nel corso del XVII° secolo diventerà centrale per poter avviare un processo di integrazione tra la scienza medica occidentale di derivazione greca e la scienza medica cinese. Paradossalmente, la scoperta della Circolazione del Sangue da parte di Harvey, in un primo momento, anziché indebolire la medicina umorale, di fatto la rafforzò e rafforzò il ruolo dell’anima intesa come principio agente che mette in moto la fisiologia degli umori, rendendo la fisiologia umorale di derivazione galenica del XVII° secolo straordinariamente simile a quella Cinese, per quello che riguarda il ruolo dell’Anima nel causare il battito del Cuore e la Circolazione del Sangue:
“Lo spontaneo flusso degli spiriti animali dentro le fibbre muscolari del Cuore è quello, che produce le reciproche contrazioni; e gli spiriti sono similmente irritati a variare le loro contrazioni dalle qualità del sangue tramandato nell’Auricole, e ne ventricoli; ed una distensione sempre procede la contrazione della Cavità, ed è la causa di lei; le fibre musculari essendo distese, cercano di restituirsi ad un agevol tuono, che è loro naturale”6.Questa precisazione di Floyer circa il ruolo degli Spiriti Animali, cioè di quello che i Cinesi consideravano il Qi Animico, nella generazione del movimento del cuore non si intravede nell’opera di Harvey, che reinterpreta la concezione ippocratico-galenica degli spiriti animali:
“Non meno irto di numerosissime ed inestricabili difficoltà è forse anche quanto si sostiene sulla funzione del cuore e sulla pulsazione. In genere, si vede nel cuore la sorgente ed il centro produttore degli spiriti destinati a vitalizzare le diverse parti del corpo. Cionondimeno si esclude che il ventricolo destro produca degli spiriti limitandosi esso soltanto ad alimentare i polmoni – e di conseguenza si osserva che è anche per il fatto che il ventricolo destro sussiste solo in funzione dei polmoni, che ai pesci manca proprio il ventricolo destro, come manca del tutto a tutti gli esseri privi di polmoni […] E perché sostenere […] che qui, nel ventricolo sinistro sono destinate ad impedire flusso e riflusso degli spiriti e nel ventricolo destro invece, flusso e riflusso del sangue? Uno stesso organo del tutto simile, non par certo adatto ad impedire ugualmente e i movimenti del sangue e i movimenti degli spiriti […] Si sostiene che il ventricolo sinistro, come materiali per produrre gli spiriti trae aria e sangue dai polmoni e dalla cavità destra del cuore e analogamente che esso somministra all’aorta sangue ricco di spiriti. Le impurità verrebbero rimandate ai polmoni per questa strada, attraverso cioè l’arteria venosa; gli spiriti, per quest’altra strada, all’aorta; bene: ma cosa determina questa separazione? E come possono mai spiriti ed impurità andar gli uni da una parte e le altre da un’altra parte senza mescolarsi o fondersi fra loro? Se le tricuspidi mitraliche non impediscono la fuoriuscita delle impurità dirette ai polmoni, come impediranno l’uscita dell’aria? E le semilunari come impediranno il ritorno degli spiriti dall’aorta nelle successive diastoli cardiache? Insomma, come si può sostenere che il sangue ricco di spiriti viene distribuito ai polmoni dal ventricolo sinistro attraverso l’arteria venosa ma che le valvole tricuspidi non lo ostacolano?”7.William Harvey afferma che secondo la dottrina ippocratico-galenica gli spiriti vengono “prodotti” dal ventricolo sinistro, mentre, come abbiamo appena visto, secondo Ippocrate l’Anima di Luce che genera gli spiriti animali di cui parla Galeno risiede nel ventricolo sinistro sin dalla formazione di quest’ultimo nell’embrione. Gli spiriti animali per la Medicina Galenica non sono dunque prodotti dal ventricolo sinistro, come crede Harvey, ma dall’Anima che in esso risiede. Harvey sostiene che “il ventricolo sinistro, come materiali per produrre gli spiriti trae aria e sangue dai polmoni e dalla cavità destra del cuore”. Tale interpretazione è considerata erronea da John Floyer, che sottolinea che per la Medicina Ippocratico-Galenica è l’Anima di Luce, che risiede nel ventricolo sinistro, e non il ventricolo sinistro stesso, a trarre sangue e aria dai polmoni e dalla cavità destra del cuore per alimentare gli spiriti animali. D?altra parte Floyer era versato anche nello studio della teologia, come dimostrano le sue opere non mediche, e sospettava che Harvey mettesse in dubbio l’idea stessa che l’anima metta in moto la fisiologia degli umori tramite gli spiriti da essa generati con il fine di giungere a negare l’esistenza stessa dell’Anima di Luce nel Corpo Umano, aprendo la strada a un modo di intendere la medicina eccessivamente materialistico. La preoccupazione di Floyer per le conseguenze di queste nuove teorie antropologiche in campo medico era condivisa dalla Chiesa Cattolica, che le considerava ereticali. Per questa ragione i Gesuiti hanno guardato con sempre maggiore interesse alla Medicina Tradizionale Cinese, che, come afferma il Jia Yi Jing, è innanzitutto una Medicina dello Spirito (Shen). La Medicina Tradizionale Cinese viene considerata sin dal suo primo ingresso in Europa nella prima metà del XVII° secolo una medicina umorale, al pari della Medicina Galenica, e viene assorbita all’interno di quest’ultima per la finalità pratica di utilizzarne la raffinata sfigmologia e per la necessità teorica di dimostrare che non è stato Harvey con la sua Exercitatio anatomica de motu cordis et sanguinis in animalibus a scoprire la Circolazione del Sangue, ma i Cinesi, che pure praticavano una medicina umorale:
[I Chinesi] “Anno sempre conosciuta la circolazione del Sangue, e spiriti 50. volte in ventiquattro ore, benche la circolazione del Sangue sia stata ultimamente discoperta, e provata; nondimeno gli Antichi Europei ebbero una rozza conoscenza di quella, come appare in Platone; Il racconto del quale è così tradotto da Monsù Dacier Pag. 114. nella vita di Platone, Egli dice. Il Cuore è la Sorgente delle Vene, e la fontana del Sangue, che corre di quindi con rapido corso in tutte le altre parti”8.Inutile dire che la reazione di alcuni “moderni virtuosi”, pregni di mentalità cartesiana e convinti che l’opera di Harvey avesse fatto suonare l’ultima ora della Medicina Galenica, a questo genere di operazione fu particolarmente violenta:
“Il Reverendo Padre (Boym) ci illustra molto chiaramente il metodo della medicina cinese, ed è immediatamente evidente da ciò che egli dice, che i medici cinesi sono assai capaci. Vero che le loro teorie e principi non sono i più chiari al mondo, ma se ne fossimo venuti a conoscenza ai tempi in cui da noi regnava la filosofia di Aristotele, li avremmo ammirati molto e reputati almeno altrettanto fondati che i nostri. Purtroppo invece queste teorie e principi sono giunti in Europa proprio quando i fondamenti della meccanica, scoperti o riscoperti dai nostri moderni virtuosi hanno indotto in noi un’intima avversione per le “facoltà” (di Galeno) e per il calidum naturalis e lo humidum radicale che costituiscono i grandi fondamenti della medicina dei Cinesi così come dei peripatetici”9.Naturalmente, i medici la pensavano diversamente da Bayle e non avevano ancora alcuna intenzione di abbandonare la Medicina Umorale. La Medicina Atomista Neo-Asclepiadea caldeggiata da questi “moderni virtuosi” dovette attendere ancora a lungo per tornare in auge in Europa. L’apologia di Floyer contro i medici “moderni”, che s’oppongono all’Arte Medica Chinese (e a quella Galenica…) non si fece attendere:
“[…] E obbiettato ancora da’ moderni, che i Chinesi sieno ignoranti in Filosofia, e Notomia, e che perciò la loro pretensione alla cognizione del Polso è inganno, e impostura, al che io in tutto ho risposto; che molti giudiciosi viaggiatori anno positivamente asserito, essi avere quest’Arte; e io ho del tutto descrittala, e desidero che il leggitore consideri quelle cose, che evidentemente manifestano loro Arte”10.Non solo, ma, contro ogni forma di Neo-Galileismo radicale, Floyer cerca di fondare la veridicità dell’Arte Medica Chinese sulla remota antichità delle sue tradizioni, la cui origine viene riportata a Noè:
“Io bisogna che vi conforti, avanti che io concluda, a riflettere sopra l’antichità di quest’Arte del tastare il Polso, la qual sembra essere derivata da Noè, perche il Chinese la deriva da i suoi primi Re, 2600. Anni avanti il nostro Salvatore, egli anno quest’Arte per tradizione, siccome la notizia della circolazione, perche i loro libri non danno altra contezza di quella, ne ragione per quella, se non che essi le riceverono da’ loro Predecessori, e ciò è un eccellente costume, che i Chinesi non anno cangiato loro linguaggio, leggi, filosofia, ne abito, e questo ha cagionato col preservare l’antica moralità, l’antica eccellente costituzione di governo, e le loro antiche Dottrine intorno alla naturale filosofia, che essi riceverono da i primitivi Padri, che vissero 300. anni, nel qual tempo inventarono molte Arti; e il Chinese ha molto fedelmente conservato la tradizione di queste Arti, da i Caldei, ed Egizii la principal parte di tutte nostre Arti sono per tradizion derivate. Sopra queste antiche fondamenta, la posterità ha edificate molte Ipotesi a mantenere ciascun secolo con alcune novità; e se questa Età non avesse le tradizioni delle antiche Arti, noi non le averemmo avanzate, per più chiare spiegazioni , e aggiunte alla fondamental tradizione, non solamente la Fisica, Musica, Poesia, Architettura, Geometria furono discoperte a principio per alcuna inspirazione degli Inabitanti avanti il Diluvio; ma altresì la Religiosa disciplina per Orazioni, Sacrifici, Purificazioni, hebbe una Divina rivelazione a principio. Io darò questa più viva istanza dell’antichità di quest’Arte, e ciò è perche ella è stata data di mano in mano in una simbolica via, come era l’antica dottrina Egiziana”11.Ora, se l’Arte Medica Chinese proviene da Noè e dai suoi discendenti, è evidente che si tratta di un insegnamento sacro di origine divina e che i cosiddetti “spiriti moderni del secolo” non la comprendono solo perché sono persi nelle nebbie dell’eresia: è il primo violento scontro tra la Medicina Cinese, totalmente integrata con la Medicina Galenica, e la nascente Medicina Moderna. Le medicine tradizionali, infatti, contrariamente alla medicina moderna, si basano sull’assunto che l’autenticità dell’insegnamento di un Arte (in questo caso l’Arte Medica) è garantito unicamente dalla remota antichità della Tradizione che ce lo ha trasmesso e che permette di riportare tale sapere agli Antichi Padri, depositari di una Sapere ricevuto direttamente da Dio.
2. I Gesuiti e l’interesse per la Medicina Cinese nel XVII° secolo
Lo stesso Padre Matteo Ricci suscitò un profondo interesse nei confronti della Medicina Tradizionale Cinese, quando scrisse:“L’arte della medicina è assai diversa dalla nostra ma si regono, pare, per il polso. Fanno molte volte assai belle cure, ma tutto per simplici di erbe, radici ed altri ingredienti, e risponde più tosto alla nostra herbolaria”12.Inutile dire, che furono proprio queste parole a favorire qualche lustro più tardi l’integrazione della medicina Cinese nella medicina umorale di tradizione galenica proprio nei settori della sfigmologia e della fitoterapia. I Gesuiti, partendo dall’interesse positivo dimostrato da Padre Ricci nei confronti dei valori tradizionali della Cultura Cinese, iniziarono uno studio approfondito e sistematico di tale Cultura. E’ in questo contesto che sorse l’interesse per discipline come la Medicina Tradizionale Cinese. Le iniziali diffidenze di Matteo Ricci nei confronti della teoria cinese dei Cinque Elementi (Fuoco, Terra, Metallo, Legno, Acqua), vista nel suo Trattato sui Quattro Elementi (Si yuannxing) come contrapposta alla teoria occidentale dei Quattro Elementi (Aria, Terra, Acqua, Fuoco), vennero superate nel giro di pochi anni, partendo dalla considerazione che il Ciclo di Generazione dei Quattro Elementi descritto da Galeno nel De temperamentis era sostanzialmente sovrapponibile al Ciclo di Generazione dei Cinque Elementi della Medicina Tradizionale Cinese e che tutte le caratteristiche energetiche ed umorali attribuite da Galeno all’Elemento Aria coincidevano con le analoghe caratteristiche attribuite dai Cinesi all’Elemento Legno. Per comprendere meglio l’operazione messa in atto dai Medici del XVII° secolo vediamo in cosa consisteva il Ciclo di Generazione dei Quattro Elementi della Medicina Galenica:
“Gli elementi di cui il mondo è composto sono l’aria, il fuoco, l’acqua e la terra; le stagioni di cui l’anno è composto sono la primavera, l’estate, l’inverno e l’autunno; gli umori di cui gli animali e gli uomini sono composti sono la bile gialla, il sangue, la flemma e la bile nera. […] Gli umori sono combinati assieme all’umidità e al calore, alla secchezza e al freddo. Così il sangue, l’aria e la primavera sono umidi e caldi […]; la bile gialla, l’estate e il fuoco sono caldi e secchi, mentre la bile nera, la terra e l’autunno sono secchi e freddi; la flemma, l’acqua e l’inverno sono freddi e umidi[…]. Inoltre, è fondamentale che gli umori cambino, così come gli elementi devono trasformarsi l’uno nell’altro, non sempre rispettando lo stesso processo di mutamento, o mantenendo una crescita equilibrata, anche se esiste un certo schema mutazionale predefinito: da ciò che è terreo a ciò che è acquoso, da ciò che è acquoso a ciò che è etereo, e da ciò che è etereo a ciò che è igneo[…]. Gli umori devono la loro origine, la loro conservazione e il loro movimento ai seguenti organi: il sangue al fegato, alle vene e ad entrambe le narici; la bile gialla alla vescica, all’area attorno al fegato e alle orecchie; la flemma allo stomaco, ai lombi e alla bocca; la bile nera all’area sotto al fegato, alla milza e agli occhi”13.Questi passi di Galeno dimostrano innanzitutto che gli elementi della medicina greca sono dei veri e propri “Movimenti Energetici”, anche se questa definizione andrebbe meglio precisata sul piano semantico, esattamente come gli elementi della Medicina Cinese, contrariamente a quello che pensava Padre Ricci. Il Ciclo di Generazione dei Quattro Elementi della Medicina Ippocratico-Galenica è quasi identico a quello della Medicina Tradizionale Cinese, proprio come aveva sostenuto John Floyer nel The Physician’s Pulse Watch: l’Aria genera il Fuoco, il Fuoco genera la Terra, la Terra genera l’Acqua, l’Acqua genera l’Aria.
3. La nascita della Medicina Tradizionale Integrata in Occidente
Nel corso del XVII° secolo l’interesse per la Medicina Tradizionale Cinese andò via via aumentando, anche in considerazione delle notevoli somiglianze tra la M.T.C. e la Medicina Galenica:“In quanto alla Medicina, e Chirurgia ne anno grande intelligenza, e le regole dell’Arte loro non sono molto differenti da quelle de Medici Europei”14.Tali somiglianze apparivano ancora più grandi in tre campi specifici (la sfigmologia, la fitoterapia e la dietetica), come spiega Floyer:
“I Chinesi attribuiscono al Polso le medesime Cacochimie de Greci, e descrivono il collerico per l’amarezza, lo splenetico per una dolcezza cruda, la Cacochimia salsa per salsedine, la Sanguigna per spiriti ventosi, e acidità. questo è il temperamento fermentante degli umori.[…] E si deve osservare, che i Chinesi hanno il loro Gensem da’ Tartari, e poiché aviamo il Caffè, il Thè, la Cioccolata, che sono parte delle nostre bevande dall’India, perché non doviamo far venire ancora di la [cioè dalla Cina] le medicine, se anno virtù superiore alle nostre? […] La maggior cura loro è il cibarsi regolarmente, che s’accorda con Galeno: Il più gran medicamento è l’astinenza…”15.Andreas Cleyer, nel tradurre in latino all’interno del suo Specimen Medicinae Sinicae, sive Opuscula Medica ad mentem sinensium un testo cinese di sfigmologia, colse l’occasione per riscrivere in chiave umorale tutta la fisiologia della Medicina Tradizionale Cinese: era la nascita della Medicina Tradizionale Integrata. Scopo fondamentale di Andreas Cleyer, come più tardi di Floyer, era quello di sostituire l’uso dell’urinoscopia con quello della Sfigmologia Tradizionale Cinese nella diagnosi delle malattie, come ben spiegato da Francis Bernard nell’esordio del libro di Cleyer:
“Tu pubblichi oggi ciò che Greci, Romani ed Egizi non sono mai giunti a conoscere; diciamo dunque addio per sempre all’urinoscopia, e tu, sulla base del polso, sarai il conoscitore del Cuore…”.A proposito della terminologia usata, Padre Boym nel 1686 spiega come nella medicina umorale del suo tempo si ha la traduzione di Yang con il termine galenico-aristotelico “calore primigenio” (calor primigenius) e, parallelamente, di Yin con “umido radicale o primigenio”, cioè humidum radicale:
[I Cinesi] “vogliono che per Yang (Yàm) si intenda il calore primigenio, per Yin (in) l’umido radicale”.Pompeo Sacco nel suo libro intitolato Iridis febrilis foedus inter antiquorum et recentiorum opiniones de Febribus promittens del 1695 ci spiega chiaramente che cosa si debba intendere per Calore Innato o Primigenio:
“Il Calore preternaturale è contrario al calore innato, ma il calore innato è una sostanza, dunque anche il calore preternaturale, che è Febbrile, sarà una sostanza”.Il Calore Innato (o Yang) e l’Umido Radicale (o Yin) non devono pertanto essere considerati delle semplici qualità fisiche degli umori, ma delle vere e proprie sostanze, che, come insegnano Cleyer e Boym, scorrono lungo delle Viae preferenziali ben precise, scoperte nella più remota antichità dai “Chinesi”. L’Oriuolo da Polso de Medici di Floyer, opera pubblicata nella sua versione italiana nel 1715 nella cattolicissima Venezia “con licenza de’ Superiori e privilegio”, riprende e porta a compimento il progetto di Andreas Cleyer di creare una nuova Medicina Integrata, che unisse la Medicina Ippocratico-Galenica in tutte le sue varianti e la Medicina Tradizionale Cinese in un unico sistema. Tale operazione come vedremo riuscì in particolare nell’ambito della Fisiologia, dove Floyer utilizzando i concetti della medicina umorale riuscì a colmare alcune lacune della fisiologia della Medicina Tradizionale Cinese, e nell’ambito della sfigmologia. L’opera di Floyer contiene tra l’altro una traduzione dal latino di un estratto dallo Specimen Medicinae Sinicae di Cleyer del 1682, contenente a sua volta tradotta in latino una versione tardo-medievale del Mo Chueh (Istruzioni sfigmologiche), il cui testo più antico, opera di Kao Yang-Sheng, risale al 940 d. C..
4. Il Nuovo Metodo di John Floyer
Nel suo trattato principale (L’Oriuolo da Polso de Medici), John Floyer trae dalla Medicina Cinese l’idea di studiare la Frequenza Cardiaca in un tempo dato per analizzare il grado di calore generato nel corpo umano dalla Circolazione degli Spiriti Vitali e del Sangue, in modo tale da poter stabilire un regime terapeutico nel caso in cui ve ne sia la necessità. In effetti, i Medici Cinesi studiavano la frequenza cardiaca dei propri pazienti da tempi immemorabili ed erano giunti alla conclusione, che i pazienti che avevano una Frequenza Cardiaca pari a 4 o 5 battiti per ogni atto respiratorio avevano un giusto grado di calore interno; se il loro Polso aveva una frequenza inferiore a 4 battiti per ogni atto respiratorio, esso veniva chiamato Polso Lento (Tchi); se invece aveva una frequenza superiore a 5 battiti per ogni atto respiratorio, il Polso veniva chiamato Polso Celere (Fou). Il Polso Lento denotava Freddo Interno, il Polso Celere denotava Calore Interno. Floyer si rende immediatamente conto dell’importanza dell’idea Cinese di analizzare la Frequenza Cardiaca in un tempo dato per studiare la velocità della Circolazione del Sangue e degli Spiriti e, quindi, il Calore Interno, ma mette a fuoco anche i limiti di questo Metodo: i Cinesi, infatti, studiavano il numero di battiti per ogni atto respiratorio del medico che eseguiva l’esame sfigmologico e non il numero di battiti per ogni atto respiratorio del paziente sottoposto all’esame, per l’evidente difficoltà di eseguire l’esame con quest’ultima modalità. Ora, è evidente che se due medici, pur sani, hanno una Frequenza Respiratoria diversa, l’idea che si faranno della Frequenza Cardiaca del paziente, della velocità della sua Circolazione del Sangue e del suo Calore Interno saranno inevitabilmente diverse. Il metodo cinese per studiare la frequenza cardiaca così concepito non poteva ovviamente essere preciso. Questo è il motivo che spinge Floyer a mettere a punto il suo Nuovo Metodo Meccanico per studiare la Frequenza Cardiaca. Egli ha infatti l’idea del tutto innovativa di studiare la Frequenza Cardiaca in un tempo fisso (1 min) oggettivabile con uno strumento meccanico come l’Oriuolo da Polso. Floyer supera così le difficoltà obbiettive legate all’imprecisione del Metodo Cinese di studio del Temperamento, dello stato degli Spiriti Animali (Qi) e del Sangue in una persona a partire dall’esame della Frequenza Cardiaca. Da quanto abbiamo detto fino ad ora, risulta evidente che il Nuovo Metodo Meccanico messo a punto da Floyer per studiare la Frequenza Cardiaca permette al Medico di Medicina Naturale di mettere subito a fuoco lo stato energetico del paziente in maniera semplice ed evidente, per poi passare, qualora ve ne sia la necessità, all’approfondimento dell’esame del Polso utilizzando gli altri criteri classici della Sfigmologia Tradizionale Cinese e della Sfigmologia Tradizionale Galenica. In sostanza, con il suo Nuovo Metodo, originato dall’analogo (ma più impreciso) Metodo Cinese di studio della Frequenza Cardiaca, Floyer è riuscito a creare un vero e proprio sistema di Medicina Preventiva, che è la diretta evoluzione del sistema della Medicina Tradizionale Cinese, soprattutto nell’ambito della Sfigmologia e dei criteri di scelta delle terapie erboristiche (il discorso Agopuntura non è per nulla affrontato da Floyer). Come i Cinesi determinavano la scelta dei preparati erboristici da usare in terapia servendosi principalmente del loro studio approssimato della Frequenza Cardiaca e solo secondariamente delle altre qualità del Polso, così Floyer insegna ai Medici Europei del tempo a scegliere i preparati erboristici da usare in terapia servendosi principalmente di uno studio accurato della Frequenza Cardiaca, eseguito mediante uno strumento meccanico quale l’Oriuolo da Polso. Nella antica tradizione erboristica galenica, le “virtù” delle erbe e dei rimedi di origine minerale e animale venivano distinte in base alla loro qualità calda, fredda, umida o secca, e al grado di calore, frigidità, umidità e secchezza. In particolare venivano distinti tre gradi (basso, medio e alto) di calore, frigidità, ecc…. Il criterio usato dalla Medicina Ippocratico-Galenica e dalla Medicina Tradizionale Cinese nella scelta dei medicamenti è efficacemente sintetizzato dall’antico principio terapeutico del contraria contrariis curantur, così inteso da Floyer nel contesto del suo Nuovo Metodo:“Se accade qualche disordine negli spiriti [Qi] per cause non naturali, doviamo servirci de contrari, di modo che quelle malattie, che sono cagionate da caldo, fatica, cibo calido, o passioni calide, verranno curate da suoi contrari; e conoschiamo dal numero delle battute del Polso, se da calida, o frigida causa, o effetto di spiriti, o Sangue sia derivata la malattia; e se tal causa continua lungo tempo produce una febbre putrida, o qualche cacochimia; tutto questo si riconosce dal Polso, e lo doviamo accelerare, o pure rallentare conforme indicano le battute”16.Questo è il motivo per cui Floyer, partendo dall’idea cinese di dividere i “Polsi Freddi” e i “Polsi Caldi” in diversi gradi in base al numero maggiore o minore delle battute rispettivamente dei “Polsi Lenti”o dei “Polsi Celeri”, determina tre gradi di “Polsi Caldi”, che cioè denotano Calore Interno, e tre gradi di “Polsi Freddi”, che cioè denotano “Freddo Interno”: in base al principio terapeutico contraria contrariis curantur, ad un polso caldo in 1° grado opporrò un rimedio freddo in 1° grado, ad un polso caldo in 2° grado opporrò un rimedio freddo in 2° grado, ad un polso caldo in 3° grado opporrò un rimedio freddo in 3° grado, e, viceversa, ad un polso freddo in 1° grado opporrò un rimedio caldo in 1° grado, ad un polso freddo in 2° grado opporrò un rimedio caldo in 2° grado e ad un polso freddo in 3° grado opporrò un rimedio caldo in 3° grado. Il grado di calore indicato dal Polso indica anche lo stato degli spiriti animali (Qi) nel Corpo Umano, per cui i tre gradi del Polso da Calore indicano i tre gradi possibili di “rarefazione” (“yanghizzazione” in M.T.C.) degli spiriti animali (Qi) nel Corpo Umano, mentre i tre gradi del Polso da Frigidità indicano i tre gradi possibili di “condensazione” degli spiriti animali (Qi). Lo studio della frequenza cardiaca nel sistema di Medicina Integrata di John Floyer diventa quindi il punto di riferimento obbligato per la selezione dei rimedi in base al grado delle loro qualità fisiche. Qualcuno si potrà chiedere che fine abbiano fatto l’umido e il secco nel sistema di Floyer. La risposta è semplice: un Polso Caldo in Terzo Grado avrà senz’altro un grado di Secchezza maggiore di un Polso Caldo in Primo Grado, il rimedio Freddo in terzo grado, che dovrò scegliere per contrastare una Patologia Calda in Terzo Grado, dovrà perciò essere temperato da un certo grado di Umidità, lo stesso discorso vale per gli altri Polsi. Il metodo di Floyer, basato sull’osservazione della frequenza cardiaca in un lasso di tempo ben preciso (1 minuto), nelle sue intenzioni avrebbe dovuto permettere di:
- determinare scientificamente il temperamento del Paziente;
- determinare con assoluta precisione i rimedi da somministrare al paziente;
- indicare al paziente la dieta più appropriata al proprio temperamento;
- indicare al paziente quale genere di bagni siano più indicati al proprio Temperamento.
“Tutti i Polsi sopra 75. sono eccedenti, ed i temperamenti sono calidi. Tutti quelli sotto 70. Sono i temperamenti frigidi, e le malattie frigide chiamate comunemente pituitose, e il Polso loro è mancante”.Essendo la frequenza cardiaca al minuto un elemento facile da osservare e da studiare (richiede solo il possesso di un “oriuolo da Polso” o modernamente di un orologio da Polso con la lancetta), permetteva a Floyer di controllare costantemente l’evoluzione dello stato fisico dei propri pazienti, di gestire in linea di massima la loro dieta e i loro bagni, di scegliere i rimedi della farmacopea cinese ed occidentale tenendo conto dei mutamenti nel loro temperamento.
| Grado | Frequenza |
|---|---|
| III° Freddo | 55–60 b.p.m. |
| II° Freddo | 60–65 b.p.m. |
| I° Freddo | 65–70 b.p.m. |
| Sanguigno | 70–75 b.p.m. |
| I° Caldo | 75–80 b.p.m. |
| II° Caldo | 80–85 b.p.m. |
| III° Caldo | 85–90 b.p.m. |
“Dal moto del polso si conesce il grado del calore e la misura dell’anima.” Venezia, MDCCXV
Note
- RICCI M., Il vero significato del “Signore del cielo” (Tian zhu shi yi), trad. e cura di A. Chiricosta, 2^ ed., Roma, Urbaniana University Press, 2010, § 103.
- Ibidem, § 104.
- Ibidem, § 108.
- Ibidem, § 133.
- FLOYER G., L’Oriuolo da Polso de Medici, trad. di G. A. Cacciari, Venezia, appresso Giambattista Albrizzi, 1715, p. 2. Si tratta della traduzione italiana di J. FLOYER, The Physician’s Pulse-Watch; or, an Essay to Explain the Old Art of Feeling the Pulse…, 2 voll. London: printed for Sam. Smith and Benj. Walford, 1707. Faremo costante riferimento alla edizione italiana per l’influenza che ha avuto sulla sfigmologia italiana successiva per tutto il Settecento e i primi decenni dell’Ottocento.
- Ibidem, p. 15.
- HARVEY W., Sul movimento del cuore e del sangue negli animali, a cura di F. Di Trocchio, Torino, 1993, Cap. XV, p. 74 e segg..
- FLOYER J. (a cura di), “Estratto dell’Arte Chinese di tastare il Polso, del Cleyer in una lettera all’Onorando Carlo Hatton” in J. FLOYER, L’Oriuolo da Polso de Medici, p. 231.
- BAYLE PIERRE in Nouvelles de la Répubblique des Lettres, 1686, p. 1013.
- FLOYER, L’Oriuolo da Polso de Medici, p. 288.
- Ibidem, p. 285.
- RICCI M., Della entrata della Compagnia di Giesù e Christianità nella Cina, a cura di Pasquale M. D’Elia S. I., in Fonti Ricciane: documenti originali concernenti Matteo Ricci e la storia delle prime relazioni tra l’Europa e la Cina (1579-1615), Vol. I, Roma: Libreria dello Stato, 1942, Libro I, cap. IV, p. 118.
- GALENO, Dei temperamenti [De temperamentis, I, 4] in: IPPOCRATE, Le opere di Ippocrate, a cura di L. Ferrero, Roma: Edizioni Mediterranee, 1976, Collana “Orizzoni dello spirito, n. 25, pp. 278-279.
- FLOYER, L’Oriuolo da Polso de medici, p. 158.
- GALENO, Dei temperamenti [De temperamentis, I, 4] in: IPPOCRATE, Le opere di Ippocrate, a cura di L. Ferrero, Roma: Edizioni Mediterranee, 1976, Collana “Orizzoni dello spirito, n. 25, pp. 278-279.
- FLOYER, L’Oriuolo da Polso de Medici, p. 133.