De urinae definitioe et devisione













Dott. Massimo Pasquale Cogliandro Medico Chirurgo Master di II livello in Agopuntura e Fitoterapia Specialista in Studi Medievali e Francescani
Il De urinae definitione et devisione di Fra Bernardino Cristini (1676) Introduzione, commento medico e traduzione del testo
SAGGIO INTRODUTTIVO
I.
Cenni biografici su Fra Bernardino Cristini
Fra Bernardino Cristini, frate minore osservante, è nato a Castiglione nella Pieve di Giovellina in Corsica verso il 1620 da famiglia aristocratica, ha studiato medicina con Lazare Rivière presso l’Università di Montpellier, dove si è laureato in Medicina e Filosofia. Tornato in Italia per diffondere la medicina spagirica lullista di tradizione francescana, Cristini si è reso celebre in particolare durante la peste di Roma del 1655-1656, periodo in cui si dedicò alla cura degli appestati nell’Ospedale di Santa Maria della Consolazione. Per i meriti acquisiti ottenne la cittadinanza onoraria della Repubblica Veneta e divenne Professore di Medicina all’Università di Padova. Pubblicò le sue opere latine insieme agli Arcana del suo maestro Lazare Rivière. La raccolta ha per titolo Arcana Lazari Riverii […] cum institutionibus medicis, et Regulis, Consultationibus, et Observationibus P. F. Bernardini Christini a Iuvellina Cirnei, è stata pubblicata a Venezia nel 1676 e contiene le seguenti opere di Fra Bernardino Cristini:
• Institutiones Medicae;
• Cinturiae quinque Curationum Morborum;
• De febre pestilentiali, cùm brevi Romae contagij narratione;
• Tractatus Astrologicus ad Medicinam Pertinens.
Di particolare interesse sono le Institutiones Medicae scritte da Cristini per i suoi studenti quando era professore di Medicina a Padova. Benché in terapeutica Cristini fosse un medico spagirico che utilizzava rimedi alchemici che egli stesso preparava, in tutto ciò che attiene le altre branche della medicina si atteneva strettamente alla medicina ippocratico-galenica, di cui è stato uno degli ultimi grandi maestri in Italia, benchè non manchino in questa e in altre opere riferimenti riferimenti implicita alla letteratura spagirica lullista.
Il De urinae definitione et devisione, di cui qui diamo la traduzione e il commento filologico e medico, è precisamente il paragrafo delle Institutiones Medicae dedicato all’uroscopia.
II.
Caratteristiche linguistiche
Il latino usato in questo passo appartiene a un latino medico tardo-scolastico (XVI–XVII sec. circa), fortemente dipendente dalla tradizione galenico-ippocratica filtrata dalle scuole medievali.
𝐋𝐞𝐬𝐬𝐢𝐜𝐨 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞
Vrina/Urina
Non è semplicemente l’“urina” in senso moderno, ma il prodotto della cozione (digestione) del sangue residuo della trasformazione epatica degli umori. È un mezzo diagnostico totale del corpo. Nel sistema medico di Cristini, l’urina è un segno universale dello stato interno.
Sanguis
Il sangue non è solo fluido, ma sostanza nutritiva primaria, base della trasformazione umorale, materia “in elaborazione”. L’urina è ciò che il sangue “non trattiene” dopo la cottura.
Cavauena /vena cava (probabile corruzione testuale)
Indica il sistema venoso centrale da cui il sangue viene “purificato”. È un concetto anatomico non sperimentale, ma teorico-fisiologico.
Renes
I reni non sono considerati solo organi filtranti, ma strumenti di separazione degli umori e organi di “decantazione”. Non c’è la fisiologia renale moderna, ma si considera la funzione “separativa qualitativa” dei reni propria della fisiologia galenica.
Virtus (facoltà naturale)
È un termine chiave galenico, che indica forza vitale del corpo, capacità digestiva e capacità di “cozione” degli umori. Quando la virtus è debole le urine sono alterate.
Coctio/digestio
Non è la digestione alimentare moderna, ma si intende la trasformazione interna degli umori, la loro maturazione patologica o fisiologica. La malattia è spesso una conseguenza della “mancata cozione” degli umori.
Hypostasis
È il sedimento urinario. Nel sistema galenico è cruciale perché rappresenta il “residuo finale della cozione”, indica la fase della malattia (crisi o non crisi). È un segno temporale oltre che qualitativo.
III.
Struttura logica del testo
- Substantia → densità materiale
- Color → qualità energetica (caldo/freddo)
- Hypostasis → esito della cozione (crisi)
È una questa una semiologia completa del corpo attraverso il liquido.
Tutti i segni derivano da una sola opposizione fondamentale: “calor naturalis (calore vitale ordinatore) vs sua privatio o corruptio”. Da qui discendono: colore, densità e sedimento, il cui esame consente di stabilire una prognosi.
IV.
Valore prognostico
Non è medicina diagnostica moderna, ma medicina del tempo della malattia, cioè ci permette di stabilire quanto durerà, se “si risolverà”, se finirà in crisi o morte.
V.
Confronto con la tradizione bizantina e araba
- La tradizione bizantina
- Centralità del sedimento: se il sedimento sul fondo indica salute o crisi positiva. La dispersione del sedimento nella soluzione indica fallimento della crisi.
- Colori standardizzati: il bianco indica prevalenza di flegma, spesso chiamata pituita da Cristini; il rosso indica presenza di sangue/calore; il nero indica produzione eccessiva di bile nera (“atrabile”), il giallo indica prevalenza di bile gialla sugli altri umori.
- Urina come “icona interna”: in ambito bizantino l’urina è vista quasi come l’immagine visibile dell’equilibrio invisibile. Nell’uroscopia bizantina è una componente quasi “simbolica-sacrale”. Va precisato che l’uroscopia delle Institutiones medicae di Cristini è più sistematica, scolastica e classificatoria di quella bizantina, di cui in larga misura è una evoluzione moderna. L’uroscopia bizantina medievale è più sintetica, “diagnostica rapida” e meno analitica.
- La tradizione araba
- Digestio prima (stomaco) → chilo
- Digestio secunda (fegato) → sangue umorale
- Digestio tertia (tessuti) → nutrizione finale
L’urina deriva dalla seconda digestione, cioè dal sangue “in lavorazione” nel sistema epatico-venoso. Il Fegato cuoce e trasforma (coctio), i Reni: separano il puro dall’impuro. La formazione dell’urina non è filtrazione meccanica, ma una separatio post coctionem. Cristini rispetto alla medicina araba introduce il concetto di “superfluità sierosa”. Quando dice “serea sanguinis redundantia”, intende un eccesso non utilizzabile, il prodotto di una digestione non perfetta, uno scarto qualitativo, non solo quantitativo.
VI.
Semeiotica fine: lettura clinica dei segni
A. Urina sottile (tenuis) Indica: insufficiente cozione, incapacità di “fissare” la materia Varianti cliniche: • tenuis + alba → deficit energetico o ostruzione renale • tenuis + pallida → digestione debole + umori crudi • tenuis + flava → consumo energetico (veglianti, debilitati) • tenuis + rubra → sangue non trasformato • tenuis + nigra → freddo estremo o combustione patologica Diagnosi moderna analogica: catabolismo, insufficienza metabolica, stati febbrili iniziali o collassanti. B. Urina densa (crassa) Indica: accumulo materiale, eccesso di residui. Varianti: • crassa + alba → flemma abbondante (stasi) 8 • crassa + rubra → iperemia (pienezza sanguigna) • crassa + nigra → eliminazione di bile nera Qui Cristini distingue: • malattie da deficit (tenuis) • malattie da eccesso (crassa) Il colore dell’urina diventa un segno della qualità energetica e diviene il vero indicatore della “temperatura interna”. Schema clinico profondo: • rubedo → calore attivo ma disordinato • flavedo → calore digestivo (fisiologico o eccessivo) • albedo → freddo + umidità • nigredo → freddo estremo o combustione finale Cristini non distingue solo caldo/freddo, ma: • calore ordinato → digestione • calore disordinato → febbre • calore distruttivo → combustione (adustio) Questo è un livello clinico molto avanzato per l’epoca. Ipostasi (sedimento) come segno del tempo della malattia Questa è la parte più “ippocratica”. Lettura dinamica: • in fundo, compacta → crisi buona → risoluzione • dispersa in summo → virtus debole → malattia aperta • in medio → crisi fallita → stato pericoloso L’urina qui diventa uno strumento di cronologia patologica.
VII.
Segni complessi (diagnosi integrate)
- urina rubra tenuis indica sangue non cotto, calore inefficace, malattia lunga, che esitano in una febbre cronica o stato infiammatorio non risolto;
- urina nigra dopo lividità indica freddo estremo (collasso), dopo croceità (giallo intenso) indica calore eccessivo (combustione)
- urina oleosa, segno gravissimo, che per Cristini indica liquefazione dei grassi, consumo corporeo, in termini moderni cachessia, stato terminale;
- urina acquosa, che indica perdita di consistenza, dissoluzione della virtus ed esita in uno stato di collasso e di esaurimento vitale.
VIII.
Prognosi
Cristini è soprattutto un prognosta, nella linea di Ippocrate e Galeno. Per lui, a livello uroscopico, il sedimento rapido indica una buona capacità reattiva e una malattia breve, il sedimento persistente indica forza presente ma inefficace e malattia lunga. Se vi è sedimento associato a debolezza, vi è incapacità di crisi e pericolo di morte imminente.
IX.
Teoria delle complessioni (livello costituzionale)
Cristini integra la diagnosi acuta con quella costituzionale: associa il colore bianco delle urine al temperamento flegmatico, il colore nero al temperamento melanconico, il colore rosso al temperamento colerico, il colore citrino al temperamento sanguigno. L’urina non dice solo “che malattia hai”, ma “che tipo di corpo hai”.
X.
Segni epatici
Cristini riconosce chiaramente le patologie epatiche dall’esame uroscopico. Se l’urina è verde schiumosa, crocea e associata ad itterizia, Cristini diagnostica eccesso di bile e calore epatico.
XI
L’uroscopia nel contesto della visione olistica della medicina di Cristini
Dietro tutto il sistema medico di Fra Bernardino Cristini c’è una visione unitaria. La vita per Cristini è trasformazione (coctio), organizzazione (virtus), equilibrio termico (calor naturalis). La malattia è invece mancata trasformazione, dispersione, eccesso o difetto di calore.
XII.
Conclusione
Fra Bernardino Cristini non sta semplicemente descrivendo i vari tipi di urina, ma costruisce una semiotica totale del corpo attraverso un solo fluido con tre livelli simultanei: fisiologico (digestione del sangue), clinico (segni osservabili), prognostico (esito della malattia)
TRADUZIONE
Della definizione e della divisione dell’urina
Nell’urina si considerano dunque tre cose: la sostanza, il colore e l’ipostasi.
La sostanza può essere sottile e densa; infatti se è sottile e bianca indica o debolezza della virtù, oppure ostruzione dei reni; se è sottile e pallida, oppure sottile e rossastra, indica debolezza della virtù e, quanto alla sostanza, indica crudità; se invece è sottile e gialla indica incompleta digestione e mancanza di alimento, veglie e passioni; se è sottile e rossa indica sangue non ben cotto; se è sottile e nera indica malinconia, oppure eccessiva freddezza, oppure combustione del sangue.
Se invece è densa e bianca dimostra grande abbondanza di umori crudi; se è densa e rossa indica pienezza di sangue; se è densa e nera indica evacuazione della bile nera.
Il colore giallo e rosso denotano calore, mentre il bianco, il livido e il nero denotano freddo.
L’ipostasi si divide secondo la posizione: infatti se si deposita sul fondo senza disperdersi, ma in forma piramidale, indica buona digestione; se invece è dispersa nella parte superiore e irregolare indica debolezza della virtù. Se si trova nella parte centrale indica un segno cattivo, soprattutto se è dispersa, poiché significa che la natura ha fallito nella digestione per disordine delle facoltà.
Si considera anche l’urina secondo il suo colore: infatti il rosso indica abbondanza di sangue non cotto e la crudezza della malattia, e perciò rende la malattia lunga; il nero, a cui precede la lividezza, indica freddo, mentre [il nero] a cui segue il giallo intenso indica calore; e l’acquoso indica freddo e perdita della virtù; quello oleoso indica la fusione del grasso di tutto il corpo. Ancora, se il sedimento si forma rapidamente e diventa denso, significa che la malattia si risolverà presto; se invece rimane denso con la presenza di forza, significa malattia lunga; se invece vi è debolezza del malato, annuncia la morte.
Secondo Ippocrate, Prognostico, testo 26, 30 e 32, e secondo Galeno, nel Libro della crisi, capitolo 12, e negli Aforismi, commento al libro settimo, e nel commento al primo libro delle Epidemie, e secondo Teofrasto, nel trattato sulle urine, capitoli 3 e 4, e nel De tuenda sanitate, le condizioni dunque si conoscono, secondo Galeno, dalle urine quanto ai colori, alla quantità, alla sostanza e ai contenuti.
Da ciò segue che, se l’urina fosse di sostanza uniforme quanto a sottigliezza e densità, con colore citrino, chiaro e intenso, e con ipostasi bianca, sottile e unita, allora indica buona disposizione e perfetta digestione; tutte le altre indicano indigestione.
E benché vi siano molti colori, tuttavia in genere si considerano quattro principali: uno è il bianco, che indica complessione fredda e umida, cioè flegmatica; il nero invece indica complessione fredda e secca, cioè melanconica; il rosso indica complessione calda e secca, cioè collerica, e così degli altri.
Da ciò il colore nell’urina è causato o dal calore naturale, che è autore della digestione, oppure dalla sua privazione: così il nero nel melanconico è causato dalla freddezza che soffoca il calore naturale; il livido nel flemmatico, perché indica una grande diminuzione del calore; il bianco nel collerico, il giallo nel sanguigno. I colori che indicano eccesso di digestione sono il rosso tenue nel melanconico, il rosso nel flemmatico, il rossastro nel collerico e il rosso vivo nel sanguigno.
I colori invece che indicano corruzione della digestione sono il verde nel melanconico e il nero nel sanguigno, in quanto causato dalla combustione del sangue; da ciò segue che il colore nero indica privazione della digestione e digestione corrotta.
E così anche per la sostanza: se è equilibrata tra sottigliezza e densità indica buona salute e perfetta digestione; se invece è troppo sottile o troppo densa indica digestione diminuita o corrotta, secondo maggiore o minore grado. La nuvolosità livida che appare nella regione inferiore indica l’inizio della malattia; se è ombrosa con schiuma gialla o verde indica riscaldamento del fegato e abbondanza di bile, poiché tali urine appaiono comunemente nell’itterizia, dove vi è eccesso di calore del fegato e abbondanza di bile.
E così anche per la quantità, eccetera; si vedano inoltre gli autori sopra citati